Vescovado di Mondovì

 

Introduzione

Il complesso di edifici che costituisce la sede del Vescovado di Mondovì ha una storia secolare che risale alle origini della Diocesi, nella seconda metà del Trecento. Per dare una degna residenza al primo vescovo Damiano Zoagli, il 23 ottobre 1389 il comune di Mondovì acquista questo palazzo dalla famiglia dei Borghese. Sono 41 i vescovi che hanno abitato e abitano queste stanze: nel tempo hanno promosso lavori di abbellimento e il palazzo ha subito interventi strutturali che danno all’edificio l’aspetto attuale.


Sala Delle Lauree

Entriamo in uno spazio intessuto di cultura. Nel 1560 Mondovì diventa sede universitaria e la casa del Vescovo ospita le cerimonie di laurea in Legge, Medicina e Teologia fino al 1719: il vescovo è Gran Cancelliere dell’Università. La tradizione di Mondovì “città degli studi” ha origine dal complesso dell’antica Scuola cattedrale, dell’Università, del Seminario e del Collegio dei gesuiti. Già a fine Cinquecento, il vescovo Antonio Castrucci aveva fatto dipingere sulle pareti di questa sala i ritratti dei monregalesi illustri; altri ne fanno aggiungere tra Sei e Settecento. In tutto sono raffigurati 69 personaggi a partire dal 1375: ogni ritratto ha l’iscrizione con il nome, i titoli e lo stemma che identifica la famiglia. Alla fine del Settecento, mons. Corte affida all’architetto alessandrino Giuseppe Castelli importanti lavori di trasformazione del palazzo: i locali vengono ampliati e la volta della sala interamente ridecorata dal pittore Angelo Persico che termina il lavoro nel 1793. Al disopra delle porte sono raffigurati a monocromo sei studiosi dell’antichità greca e romana; al centro della volta campeggia la virtù della fede. Sulla parete sinistra è raffigurato, a figura intera, il duca Emanuele Filiberto, che istituì l’Università monregalese.


Sala Dei Vescovi

La seconda sala che si incontra è la Sala dei vescovi, dove sono raffigurati i successori di Damiano Zoagli fino ai giorni nostri; tra essi Michele Ghislieri, vescovo di Mondovì dal 1560 al 1566 e poi papa Pio V, e vescovi di grande levatura come il cardinale Lauro, mons. Casati, mons. Ghilardi e, più vicini a noi, mons. Ressia e mons. Briacca. Al di sopra del camino un affresco datato 1790 rappresenta il papa Urbano VI che nel 1388 eresse la Diocesi e assegnò a Mondovì il titolo di città e il nome Monte Regale. Al di sotto è dipinta una carta topografica del territorio, in cui vengono delineate le principali località. Al centro della volta è rappresentata la virtù della speranza.


Sala Degli Arazzi

Nell’ultima sala sono esposti quattro grandi arazzi tessuti ad inizio Seicento dal maestro François Van den Hecke, uno dei più quotati arazzieri di Bruxelles. Il disegno degli arazzi appartiene a Pietro Paolo Rubens; i cartoni preparatori si conservano alla Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, mentre i modelli sono alla National Gallery of Art di Washington. Raffigurano alcuni episodi della guerra del generale romano Publio Decio Mure contro i Latini, narrati da Tito Livio nell’ottavo libro delle Historiae. La tradizione vuole che gli arazzi furono acquistati a Parigi da mons. Pio Vitale ad inizio Ottocento: nell’epoca napoleonica opere d’arte così finivano all’asta sulle rive della Senna. Nella sala è anche conservato un pregevole crocifisso in avorio, tradizionalmente attribuito a Gian Lorenzo Bernini. La forma della scultura e la posa allungata del corpo sono condizionati dal materiale di fabbricazione: infatti l’avorio, pur essendo piuttosto facile da intagliare, pone dei limiti a causa della ridotta larghezza delle zanne e della loro curvatura. Al centro della volta è raffigurata la virtù della carità.


Realizzato grazie a Rotary Club Cuneo e Rotary Club Mondovì