Chiesa di Sant'Andrea a Bra

 

Introduzione ed Esterno

Sulla piccola piazza Caduti per la Libertà, spicca la grande facciata barocca della chiesa di Sant'Andrea. Realizzata tra il 1672 e il 1682, in epoca di Controriforma, la chiesa fu in un primo momento dedicata al Santissimo Sacramento. Nel 1816, quando la vecchia chiesa di Sant’Andrea, giudicata pericolante, fu abbandonata si trasferirono qui le funzioni parrocchiali e si mutò l’intitolazione. La costruzione dell’edificio fu avviata grazie al contributo di tutti i cittadini, invitati a elargire offerte dalle predicazioni dei Gesuiti. Il progetto per la facciata venne eseguito a Roma da Gian Lorenzo Bernini e adattato a Torino da Guarino Guarini che per ragioni di spazio eliminò i due campanili ai lati della facciata. La facciata fu completata oltre due secoli dopo, nel 1884. L’elegante facciata barocca mostra l’omaggio a entrambe le titolazioni: sul timpano della grande finestra rettangolare campeggia l’ostensorio del Santissimo Sacramento, mentre sulla sommità dell’attico è collocata la statua dell’Apostolo Andrea.


L'Interno

La Chiesa presenta una pianta a tre navate con profonde cappelle laterali. Subì danni gravissimi quando nel 1795 divenne magazzino dell’esercito francese e vennero asportati il pavimento, la balaustra dell’altare, gli ornamenti di marmo alle pareti e il portale d’ingresso. L’intera superficie della chiesa è popolata da sculture, dipinti e decorazioni dorate che la rendono un dei più pregevoli esemplari dell’arte piemontese. Nel 1884 venne ‘voltata’ la cupola centrale. L’affresco che la decora fu eseguito nel 1893 dal pittore Gaidano e raffigura la Gloria di Sant’Andrea. I pennacchi sono opera di Luigi Vacca e raffigurano i quattro Evangelisti.


La Cappella del Rosario

La terza cappella sul lato sinistro è dedicata al Santo Rosario. Vi trova collocazione una grande tela dipinta nel 1642 da Jean Claret, pittore fiammingo vissuto a Savigliano. L’opera raffigura la Madonna col Bambino che, circondata da angeli e putti, sovrasta le figure di San Domenico e di Santa Caterina da Siena. A destra alcune figure si affollano intorno al Beato Alano, che li iscrive alla Compagnia del Rosario. In primo piano il Santo inginocchiato, con la tiara posata a terra, è San Pio V, già vescovo di Mondovì e grande protagonista della Controriforma. La pratica del Rosario venne infatti incoraggiata dalla Controriforma per combattere il Protestantesimo e le Compagnie del Rosario ebbero una diffusione larghissima in tutto il territorio.


La Sacrestia

Dalla cappella del Rosario si accede alla Sacrestia, opera dell'architetto Carlo Reviglio della Veneria nel 1860. L’ambiente conserva una grandiosa tela della Battaglia di Lepanto sempre di Jean Claret. Al rosario venne spesso attribuito un potere miracoloso, soprattutto quello di combattere l’Islam e le eresie protestanti. La vittoria dei Cristiani sui Turchi nella battaglia di Lepanto del 1571 fu attribuita al potere del rosario e per questo motivo la Compagnia ordinò all’artista una tela con questo soggetto da collocare sul proprio altare nella chiesa di San Vincenzo Ferreri. Questo grande quadro è considerato il capolavoro del Claret: vi si affollano un gran numero di imbarcazioni e una straordinaria moltitudine di uomini che formano una massa compatta e brulicante.


Il Presbiterio

Nel presbiterio si trova l’altorilievo raffigurante il Martirio di Sant’Andrea, opera del noto saviglianese Davide Calandra. Dello stesso autore, al centro in alto, San Giuseppe con Gesù bambino e sulle colonne in alto gli Apostoli Pietro e Paolo.


La Cappella del Carmine

Sul lato destro, la cappella del Carmine, con un pregevole altare marmoreo di stile neo-classico, rifatto nel 1857. Il gruppo scultoreo è opera dello scultore Antonio Roasio di Mondovì.


La Cappella di San Sebastiano

Di pregevole fattura è l’altare di San Sebastiano, compatrono di Bra, che fu eseguito nel 1760 da Giuseppe Antonio Barelli. L’altare si trova nella seconda cappella a di destra e ospita la grande tela con Il Martirio di San Sebastiano realizzata nel 1761 dal pittore della corte sabauda Claudio Francesco Beaumont. Le tele a lato sono di Pietro Paolo Operti, e raffigurano San Rocco e Santa Vittoria; in altro, sempre dello stesso autore, allegorie della Giustizia e della Prudenza. Le statue alla base rappresentano allegorie della Fede e della Speranza.


La Cappella della Compagnia della Presentazione

All’altare della Compagnia della Presentazione, in prossimità dell’accesso principale, sono degne di nota le statue in gesso raffiguranti Santa Cecilia e Santa Agnese, realizzate da Antonio Brilla nel XIX secolo.


Realizzato grazie a Rotary Club Cuneo e Rotary Club Bra